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Lavori con i bambini, e vuoi sapere quanto guadagna una baby sitter all’ora nel 2019, per fissare le tue tariffe? Qui le info utili e aggiornate. Lavorare come baby sitter è una buona idea ma, in questo settore in come in tutti gli altri, la definizione del prezzo è un fattore cruciale di successo. Quindi, sapere quanto chiede una baby sitter all’ora è fondamentale. 

Una tariffa sbagliata può davvero farti uscire dal mercato: una baby sitter che chieda un compenso orario troppo alto rispetto ai prezzi correnti sarà scartata all’istante. Ma anche avanzare una richiesta troppo bassa è rischioso: nessuno prende sul serio chi si presenta già… in saldo!

E sarebbe un vero peccato. Perché in Italia lavorare come baby sitter può essere molto interessante. Anche come secondo lavoro.  Intanto, qui la paga oraria di una baby sitter è in media più alta che in altri paesi d’Europa. Sarà che per le famiglie italiane è sempre più difficile conciliare lavoro e famiglia, sarà che mancano supporti alternativi a costi ragionevoli (asili nido o nonni?). Ma in Italia c’è bisogno di baby sitter. E quello che serve si paga di più.

Quanto guadagna una baby sitter all’ora in Europa

Guarda qui cosa succede in Europa. Se in Italia una baby sitter guadagna all’ora circa 7,7 euro in media, in Olanda non si arriva nemmeno a 7. Ancora più basse le tariffe delle baby sitter danesi e finlandesi. Più in generale, la situazione è quella che si vede qui sotto:

Tariffe baby sitter in Europa

La fonte di questo studio è Sitly, la piattaforma che permette di incrociare on-line domanda e offerta di lavoro nel campo della cura dell’infanzia, presente in nove paesi europei. Il raffronto si basa dunque sugli scambi avvenuti fra gli iscritti ai vari portali, circa 900.000 persone in Europa. 

Tutto questo per dire che cercare lavoro come baby sitter in Italia non è così male, anzi. Se poi frequenti l’Università o gli ultimi anni di scuola superiore e cerchi un lavoro per studenti, il baby sitting può essere davvero il lavoro perfetto. Flessibile, compatibile con lo studio, e remunerato in misura abbastanza soddisfacente.

Allora, se ti interessa cominciare una carriera baby sitter, continua a leggere. Di seguito troverai tutte le informazioni per non sbagliare il passo fondamentale: definire il (tuo) giusto prezzo. 


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Quanto guadagna una baby sitter in Italia: i fattori che “fanno il prezzo”

Per definire quanto guadagna una baby sitter bisogna tener conto di diversi fattori.

Sinteticamente:

  • luogo di residenza o di lavoro;
  • livello di esperienza;
  • formazione e le qualifiche;
  • lingue parlate;
  • livello di responsabilità (due o più bambini; accudimento di un neonato ecc);
  • compiti addizionali (pulizie, bucato ecc.);
  • fascia oraria o periodo dell’anno (sabato sera, Capodanno, vacanze o week end);
  • costi sostenuti (trasporto, vitto ecc.) ;
  • tipologia di contratto o di regolarizzazione del rapporto di lavoro.

tariffe baby sitter

Quanto guadagna una baby sitter all’ora? Dipende. Dove?

Come abbiamo visto, per capire quanto guadagna una baby sitter all’ora nel 2019, e dunque che tipo di reddito puoi aspettarti, devi tenere conto di tutte queste variabili, che sono in grado di aumentare o abbassare il compenso orario di una baby sitter. Ma qual è il valore medio da cui partire?

Se cerchi lavoro come baby sitter, per prima cosa informati sul costo orario di una baby sitter nella località in cui vuoi lavorare. Questo è il tuo punto di partenza. La soglia su cui fare tutti gli aggiustamenti al ribasso o al rialzo che abbiamo visto nel paragrafo precedente. Da questo dipende quanto puoi chiedere.

Qui trovi una tabella che riporta la paga oraria media nei capoluoghi di provincia italiani. Se vivi in un centro più piccolo, non riportato nella tabella, informati. Chiedi alle tue amiche, mamme o baby sitter. Oppure scrivici nei commenti, se abbiamo il dato saremo felici di comunicartelo!

Le leve giuste per alzare il prezzo

Quanto si guadagna come baby sitter non è la domanda giusta. La domanda giusta è: Cosa posso fare, io, per guadagnare di più? La risposta è: studiare e formarmi.

Formazione

Lavorare come baby sitter non richiede una formazione obbligatoria, tuttavia alcuni percorsi di studio sono considerati dei plus. Se hai alle spalle i diplomi giusti o stai studiando in un settore attinente alla cura dell’infanzia puoi concordare con il datore di lavoro una paga oraria più alta della media.

I percorsi di studi che “valgono” parecchio se stai cercando lavoro come baby sitter (e vuoi spuntare una paga oraria più alta) sono i seguenti:

  • laurea scienze dell’educazione a indirizzo specifico per educatori dei servizi per l’infanzia (anche in corso);
  • laurea in scienze della formazione primaria (anche in corso);
  • diploma di Istituto Tecnico per i servizi sociali, indirizzo esperto in attività ludico-espressive;
  • diploma di Istituto Professionale per i servizi socio-sanitari.

Se poi cerchi lavoro come baby sitter e nel frattempo stai seguendo dei percorsi  formativi in pedagogia specializzata, meglio ancora: davvero puoi chiedere un compenso più alto anche del 30% rispetto a quanto guadagna una baby sitter mediamente nella tua zona.

Ci riferiamo per esempio alla frequenza di corsi di specializzazione certificati sul metodo  Montessori. O una specializzazione in pedagogia Waldorf o steineriana rilasciata da un ente accreditato. Davvero, troverai famiglie che premieranno, anche economicamente, una competenza specifica di questo tipo! In ogni caso nel nostro post su come diventare baby sitter professionista troverai tutte le informazioni in merito.

Qualifiche

Altra “carta” da giocare, un know-how certificato in ambito sanitario o della sicurezza. Non mancano corsi di primo soccorso pediatrico tenuti da Enti riconosciuti come la Croce Rossa. Sono organizzati in tutte le regioni, presuppongono una frequenza relativamente breve e davvero possono aumentare i tuoi guadagni come baby sitter. Fra le manovre salvavita da conoscere sono la disostruzione pediatrica e la RCP, la rianimazione cardio-polmonare del bambino. 

Riuscirai a a spuntare una buona tariffa se parli perfettamente una lingua straniera.  Evidentemente una baby sitter madrelingua inglese sarà gettonatissima!

Esperienza

Oltre alla formazione, anche il livello di esperienza è una variabile importante da tenere a mente quando ci si interroga sul quanto si guadagna come baby sitter.

Una persona con 5 o 10 anni di lavoro alle spalle può chiedere una paga oraria più alta anche del 30% rispetto alla media, soprattutto se nel proprio curriculum baby sitter c’è proprio quello che i genitori stanno cercando (per esempio, esperienza con bambini sotto i 3 anni).

Al contrario, se hai 16 o 17 anni e sei una baby sitter senza esperienza, preparati a chiedere il 20% in meno rispetto al compenso medio orario delle baby sitter nella tua città.

Per concludere: valorizza nel tuo CV tutte le tue capacità e competenze da baby sitter  e preparati bene al colloquio da baby sitter con la famiglia. Motivare il tuo compenso sarà più facile se saprai mostrare le tue capacità e la tua esperienza.

Responsabilità e compiti aggiuntivi

Invece, quanto chiedere per fare la baby sitter di un neonato di sei mesi? Cosa succede se i bambini sono tre e c’è anche da portare fuori il cane? E se bisogna accompagnarli in piscina con la propria macchina?

Quanto guadagna una baby sitter per due bambini

La questione è interessante. Quanto può chiedere in più una baby sitter che abbia compiti di maggiore responsabilità (il neonato rispetto al bambino di 10 anni) o mansioni addizionali rispetto alla sola cura del bambino (fare la spesa, la pulizia o il bucato)?

È evidente che a fronte di maggiori responsabilità o di un carico di lavoro più oneroso, la paga oraria di una baby sitter può alzarsi.

Se vuoi sapere quanto prende una baby sitter all’ora, chiediti anche di quanti bambini si deve occupare. Una baby sitter, per due bambini, può prendere minimo il 10% in più rispetto al compenso orario medio. Se i bambini sono tre si parte da un 20% in più. Nel caso invece in cui i bambini siano quattro, o cinque, come nel caso delle baby sitter condivise tra più famiglie, può chiedere anche il doppio (o più) della paga media della sua zona.

Il compenso si alza anche nel caso in cui devi svolgere lavori domestici.

Riordinare i giochi dei bambini, così come lavare i piatti in cui i piccoli hanno mangiato, rientra nelle mansioni della baby sitter. Ma il discorso cambia se ti viene chiesto di fare le pulizie, o di occuparti del cane o del gattino di casa. In questo caso è consigliabile aprire una piccola contrattazione con il datore di lavoro. E considerare come base di partenza un 10% in più rispetto alla paga media oraria di zona.

Ultima cosa. I costi sostenuti per fare il lavoro di baby sitter vanno rimborsati: la benzina, il cono gelato per la merenda, i gettoni delle giostre.

Sera, week-end, feste e…

Esistono poi altri aspetti del lavoro che definiscono quanto guadagna una baby sitter all’ora. Per esempio gli orari. Lavorare la sera. O il week end. 

Se fai la baby sitter notturna, una tantum, oltre alla tariffa oraria chiedi il rimborso per il trasporto: taxi o biglietto dell’autobus. Ovviamente ciò non vale nel caso ti riaccompagnino a casa.

Se invece sei assunta regolarmente, il lavoro straordinario notturno (dalle 22 alle 6) ti deve essere retribuito con una maggiorazione del 50% della paga oraria (cioè ogni ora “vale” la paga oraria concordata + il 50%).  

Quanto chiedere invece per fare la baby sitter un intero week-end, notte e giorno senza interruzione? Considera che è ragionevole domandare un forfait giornaliero dagli 80 euro in su. A questo va aggiunta anche una sorta di indennità per il vitto (a meno che non ti lascino il frigo pieno!): per esempio 20 o 25 euro al giorno. Questo se si tratta di una collaborazione occasionale.

Se invece sei assunta con contratto regolare, ricorda che, sempre secondo il CCNL, il lavoro straordinario di domenica o festivi va compensato con la paga oraria maggiorata del 60%.

….vacanze

Chiudiamo infine con il tema “baby sitter in vacanza“. Quanto guadagna una baby sitter all’ora che accompagna la famiglia in villeggiatura? Se si tratta di una collaborazione occasionale, concorda con la famiglia un forfait per le settimane di lavoro. Quanto chiedere dipende un po’ da tutte le variabili che abbiamo trattato sopra. L’importante è che vitto, alloggio, viaggi ti siano pagati.

Nel caso tu sia invece assunta, ricorda che il tuo obbligo alla trasferta deve essere menzionato nella lettera di assunzione che costituisce il tuo contratto da baby sitter. E che ti spetta il 20% in più della retribuzione minima prevista dal CCNL.

Allora, che dire? Buon lavoro! E se hai osservazioni, o se ci vuoi dire quanto guadagna una baby sitter all’ora nella tua città, non esitare a scrivere, ti aspettiamo!