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Nonni nido o baby sitter? A chi è meglio lasciare il bambino quando torni al lavoro? Dipende. Non c’è una risposta giusta per tutte le mamme, devi trovare la soluzione più giusta per te. Tenendo conto dell’età del bambino, delle capacità dei nonni, dei costi, della stabilità nel lungo periodo. Tutto considerato, la soluzione giusta è quella che ti fa stare più tranquilla.

Nonni nido o baby sitter? Questo bimbo a chi lo do? Tra poco torni al lavoro e devi scegliere chi sarà a occuparsi di tuo figlio. Puoi contare su nonni disponibili, pagare una baby sitter o un posto all’asilo nido. Qual è la soluzione migliore? Dipende. Per scegliere devi considerare molte cose, ma soprattutto devi capire che cosa ti fa stare più tranquilla. Sei più serena a lasciare il bambino con tua madre, oppure preferisci una brava baby sitter di cui ti fidi, o ancora preferisci saperlo con le educatrici del nido in uno spazio a misura di bambino? La soluzione migliore è quella che ti fa andare al lavoro più tranquilla, perché così potrai trasmettere la tua tranquillità a tuo figlio e lui sentirà che lo lascia in mani sicure. Per aiutarti a scegliere, ecco 10 cose da considerare.

Quanto costa tornare al lavoro. Il fattore economico

Il fattore “costo” è spesso fondamentale nella scelta tra nonni nido o baby sitter. La nonna baby sitter – non retribuita – è naturalmente la scelta più economica. Anche se potrebbe avere dei “costi” in termini di serenità delle relazioni familiari, ma ne parliamo dopo. Per quanto riguarda il nido, il costo è cresciuto negli ultimi anni un po’ in tutta Italia, ma rimane comunque una soluzione piuttosto economica. Il contributo che pagherai dipende dalla fascia di reddito (varia da 30 a oltre 400 Euro mensili) e puoi detrarre il 19% della spesa dall’IRPEF oppure ottenere un aiuto con la spesa (fino a 90 euro al mese) con  il bonus asilo nido . Il nido però non risolve completamente il problema: quando il bambino non sta bene o se lavori tutto il pomeriggio e non puoi/vuoi avere l’aiuto dei nonni, dovrai aggiungere al costo del nido quello della baby sitter.

Il costo della baby sitter varia da città a città e dipende dall’esperienza e dall’inquadramento. Per conoscere la tariffa media delle baby sitter nella tua cità leggi il nostro post su quanto prende una baby sitter. Se rinunci al congedo parentale per tornare al lavoro, puoi avere diritto ai voucher baby sitting 2018, un contributo erogato dall’INPS per coprire parte delle spese per la baby sitter. Puoi utilizzare i voucher anche per pagare i nonni. 

Troppo piccolo per il nido?

La scelta migliore, tra nonni nido o baby sitter, dipende anche dall’età del bambino. Secondo molti psicologi, fino a 12 – 18 mesi è preferibile assicurare al bambino una relazione esclusiva con un adulto, quindi meglio nonni o baby sitter. Il nido, anche nella migliore delle ipotesi, non può garantire una relazione uno a uno.

In realtà, per alcuni genitori l’idea che il bambino sia “troppo piccolo per andare al nido” è legata al timore del confronto con bambini più grandi o più aggressivi. O che magari si esprimono… a morsi. Questi confronti fanno parte della crescita, se il bambino non li affronta al nido dovrà affrontarli alla scuola materna, dove a 3 anni si troverà con bambini anche di 5 anni e mezzo. Considera anche che le educatrici sono preparate a gestire i conflitti tra bambini. Anche se è piccolo, insomma, la presenza di bambini un po’ più grandi non costituisce un pericolo ma un’opportunità per imparare a gestire da solo le relazioni con gli altri. 

Sicurezza: la casa dei nonni è un posto sicuro?

Altro tema importante da considerare è la sicurezza. Esistono dei pericoli in casa per i bambini, e sapere che tuo figlio è al sicuro quando sei lontana è fondamentale per affrontare con serenità il distacco. Al nido starà in spazi pensati per i bambini, con persone che sono lì per lui e che hanno la formazione e l’esperienza che servono. Quindi puoi stare tranquilla. Anche con la baby sitter puoi sentirti tranquilla, perché prima di sceglierla hai verificato la sua esperienza e competenza e sai che puoi fidarti di lei. Ricordati che è importante comunicare le istruzioni per la baby sitter legate alla sicurezza del bambino non una volta per tutte, ma costantemente durante la crescita del bambino perché ogni fase della crescita comporta attenzioni diverse.

E con la nonna il bambino è al sicuro? Può rincorrerlo se scappa? Sente e vede bene? Ce la fa a prenderlo in braccio o è troppo faticoso? Ha l’attenzione che serve per stare con un bambino piccolo? A differenza della baby sitter, i nonni devono anche fare molte cose mentre stanno con il bambino: la spesa, portare fuori il cane, andare dal dottore, cucinare e stirare. Assicurati che siano davvero in grado di fare tutto, in sicurezza, insieme a tuo figlio. Anche la casa dei nonni può essere un posto poco sicuro perché non pensata per un bambino: medicine nel comodino, detersivi a portata di mano, spigoli e piccoli oggetti. Pensare, insieme ai nonni, a come rendere più sicura la casa e la gestione del bambino è importante. E magari chiedigli di seguire, insieme a te, un corso di primo soccorso pediatrico e manovre di disostruzione.

Gestire tensioni e conflitti con nonni nido o baby sitter

La differenza negli stili educativi può far nascere qualche conflitto. Il modo di gestire i capricci, quali regole e come farle rispettare, i ritmi della giornata, dove e quando si dorme, la televisione e il tablet, cosa si mangia e come. Queste e tante altre cose fanno parte del modo di educare, e nonni e baby sitter possono pensarla in modo diverso dai genitori. Le differenze possono far nascere dei conflitti, ma anche delle occasioni per te per imparare.

Come gestire i conflitti? Con la baby sitter puoi discutere prima quali sono punti fermi del tuo stile educativo, restando aperta ai suoi suggerimenti. I nonni, per motivi generazionali, potrebbero avere idee molto diverse dalle tue – e molto radicate – su questioni importanti come il cibo, il sonno, la gestione dei capricci. Gestire un conflitto con i nonni è più difficile che con la baby sitter: non è facile dire a tua suocera, che si occupa di tuo figlio gratuitamente otto ore al giorno, che lo sta viziando o che non ti piace come organizza la sua giornata. Con la baby ti muovi all’interno di un rapporto di lavoro, con i nonni sei nel delicato mondo dei rapporti familiari.

Socializzazione: importante, ma alla giusta età

“Lo mando al nido così sta con altri bambini, gioca, si diverte”. Questo è uno dei motivi di scelta per molti genitori e riguardaun aspetto importante, sicuramente dai due anni in su. A quell’età giocare con altri bambini diventa importante e l’incontro con altri bambini deve essere cercato e favorito. Al nido la socializzazione è garantita. La baby sitter può organizzarsi per incontrare regolarmente altri bambini al parco, in ludoteca o in spazi pensati per l’incontro tra bambini piccoli (spazi BeBi, biblioteche, associazioni). Con i nonni, invece l’incontro con altri bambini potrebbe essere più difficile: tra supermercato, farmacia, faccende domestiche e amici avranno il tempo, e l’energia, per portare il bambino al parco?

Prima dei 18 – 24 mesi, invece, i bambini non avrebbero ancora bisogno del gioco con i coetanei, ma dell’adulto. Secondo alcuni psicologi, quindi, l’opportunità di socializzazione precoce offerta dall’asilo nido sarebbe inutile. Anzi, non si tratterebbe neanche di socializzazione ma di vita comunitaria imposta. La possibilità di icnontrare altri bambini è comunque un aspetto da considerare nella scelta tra nonni nido o baby sitter.

bambina disegna vicino alla baby sitter nonni nido o baby sitter

Stimoli e apprendimento: all’asilo si colora con le mani

Toccare, ascoltare, mettere in bocca, fare i travasi, giocare con la farina, colorare con le mani, giocare con l’acqua. Fino a tre anni il bambino apprende attraverso lo sviluppo della sensorialità e da questo punto di vista il nido è la soluzione migliore. In uno spazio sicuro, guidato da educatrici preparate e secondo un programma prestabilito, il bambino viene guidato in un percorso di sviluppo. Il nido non è un baby parking, ma il luogo dove i piccoli imparano a crescere. Anche lo sviluppo dell’autonomia è centrale nel programma degli asili nido: imparare a mangiare da solo, togliere le scarpe e tante altre piccole grandi cose. 

Una baby sitter preparata, con la giusta formazione, può stimolare il bambino con attività guidate se sa che per te è importante che tuo figlio giochi con i colori, anche se magari si sporca la maglietta. Lavoretti, pasta di sale, disegni, collage, musica, ballo, costruzione di giocattoli, sono tutte attività che si possono fare anche in casa. (Nel nostro blog trovi molti idee per giochi bambini 2 anni e anche più piccoli, da fare in casa). Un po’ più difficile aspettarselo dai nonni.


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Scegliere i nonni perché “così resta in famiglia”

I nonni sono figure importanti, arricchiscono la vita del bambino e trasmettono il senso e il valore della famiglia. Quando i nonni fanno da baby sitter tutto il giorno, però, c’è il rischio che la relazione nonni – nipoti perda il suo carattere “speciale”: non più solo la nonna che ti vizia, ti porta a comprare il regalino o ti dà una caramella di nascosto, ma quella che si arrabbia perché non mangi o che perde la pazienza perché è stanca.  Anche la baby sitter e il nido possono essere, in un certo senso, “famiglia”. Sta a te farli diventare persone di famiglia, parlandone con il bambino quando sei a casa, chiamandoli per nome, ma soprattutto mostrando a tuo figlio che ti fidi di loro. Per fidarti devi scegliere con attenzione.

Stabilità: e tra un anno?

Per quanto tempo i nonni ce la faranno a occuparsi di tuo figlio otto ore al giorno? La baby sitter appena laureata quanto tempo resterà? Le educatrici del nido saranno le stesse per tutto l’anno? Prima di scegliere tra nonni nido o baby sitter cerca di valutare la tua scelta nel lungo periodo. Garantire al bambino una continuità è importante, perché ogni cambiamento comporta una destabilizzazione per il bambino e per tutta la famiglia. Il bambino impiega tempo ed energia per abituarsi alla nuova baby sitter, alle educatrici del nido, a stare tanto tempo con i nonni. Se dopo pochi mesi tutto cambia di nuovo, devi ricominciare da zero.

Inserimento: serve anche con i nonni

Nonni nido o baby sitter, qualunque sia la scelta tuo figlio dovrà abituarsi a un grande cambiamento: passerà meno tempo con te, ci sarà qualcun altro a cambiarlo, abbracciarlo, dargli da mangiare. Devi abituarlo gradualmente alla nuova routine e alle persone nuove. Anche se sono i nonni.

L’inserimento al nido sarà guidato dalle educatrici, ma se il bambino piange con la baby sitter? Anche con la baby sitter c’è bisogno di un periodo di inserimento. Il segreto è cominciare per tempo e procedere gradualmente. Fai venire la nuova baby sitter all’inizio solo per giocare un po’, poi per dargli la pappa e cambiarlo e, per ultimo, per farlo addormentare.  Se starà con i nonni, abitualo alla loro presenza quootidiana, a mangiare e dormire a casa dei nonni,  ad andare al parco con la nonna. Prima di tornare al lavoro, fai in modo che il bambino sia già abituato alla nuova routine. Modifica gli orari della sveglia e del sonno, per farli coincidere con i nuovi orari. 

Non avere fretta e sii preparata alle sue reazioni: pianto, risvegli notturni, mancanza di appetito. Il bambino impegna molte delle energie per affrontare il cambiamento e questo lo rende nervoso. Quando torni dal lavoro dedicagli tutta la tua attenzione per almeno mezzora (spegni il cellulare). Vedrai che presto la novità diventa routine, il bambino ritrova le sue sicurezze e la vita familiare torna alla normalità.

Un po’ di tempo per te

E il tempo per te? Nel riorganizzare la tua vita quando torni al lavoro tieni conto anche della necessità di ricavare del tempo per te e per la coppia. Una mamma serena cresce figli sereni e se dedichi del tempo a te stessa  – passato il primo periodo di adattamento del bambino alle novità- fai anche il bene di tuo figlio. I nonni sono disponibili a stare con il bambino due ore in più perché vuoi andare in palestra dopo il lavoro? O è il caso di trovare una baby sitter a chiamata?

 

Che siano nonni nido o baby sitter prendi tempo per decidere. Valuta tutte le possibilità, visita i nidi di zona, incontra baby sitter, parla con i nonni. Le possibilità sono tante: potresti scegliere il nido, chiedere una mano ai nonni il pomeriggio e affidarti a una baby sitter per uscire qualche volta la sera. Oppure alternare nonni e baby sitter. L’importante è creare una routine che dia sicurezza al bambino. E alla fine, scegli quello che ti fa stare più tranquilla e fai sentire al bambino che hai scelto il meglio per lui.

Anche tu hai scelto tra nonni nido o baby sitter? Hai un consiglio da dare ad altri genitori? Raccontaci la tua storia.