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Mamma mamma, ma Babbo Natale esiste oppure no? Ti ha probabilmente appena chiesto tua figlia di 5 anni seduta a tavola al ritorno da scuola. E tu, che hai paura di passare per bugiarda agli occhi delle tua bambina non sai bene cosa rispondere. Dire tutta la verità o conservare quello spirito un po’ magico del Natale che lo rende, per i bambini, una festa speciale?

Sabato 8 dicembre 2018, a Cleburne in Texas, la chiesa locale ha in programma l’evento “Breakfast with Santa”, una colazione fra famiglie e bambini a cui è invitato anche Babbo Natale. L’evento ha anche lo scopo di raccogliere fondi per comprare regali ai bambini di famiglie in difficoltà. Fuori della chiesa tre manifestanti, fra cui un tale Aaron Urbanski, protestano gridando che il Natale è una festività religiosa e che Babbo Natale non esiste. Invitato ad allontanarsi, il gruppetto desiste. Al contrario, Urbanski irrompe in chiesa gridando a squarciagola “Babbo Natale non esiste”, con il risultato di  provocare crisi di pianto e shock presso i bambini presenti. Urbanski sarà poi portato via dalla polizia e arrestato. Per disturbo della quiete pubblica, non per negazionismo di Babbo Natale, evidentemente.

Tuttavia questa storia ci dice molto, in realtà, del perché tutti noi genitori diciamo ai bambini che Babbo Natale esiste.

Babbo Natale esiste perché

Perché, innanzitutto, Natale è il momento di costruire un’attesa speciale.  Attesa dei regali di Natale, certo. Ma radizionalmente il Natale è per i bambini  anche il tempo dell’attesa di qualcosa di magico, un tempo che si condivide con i genitori e gli amichetti. Quanti bambini passano il mese, a scuola e a casa, a fare lavoretti per Natale, a preparare decorazioni, a disegnare da soli le cartelle di una tombola speciale? 

Quindi Babbo Natale esiste perché ci piace alimentare nei bambini questo spirito di emozione e di complicità buffa con loro. E perché è anche bello, a tre o quattro anni, che i bambini credano al sogno e all’impossibile. Per la realtà quotidiana e razionale ci sarà tempo dopo! E anche noi genitori facciamo un po’ parte di questa magia, come quando la sera a letto, per confortare un bambino che ha paura del buio, consumiamo il rito di leggere una fiaba. La stessa vicinanza, la stessa condivisione di un momento speciale.

babbo natale esiste 2

A chi spetta dire che Babbo Natale non esiste?

Di sicuro non alle maestre. Non a caso la maestra del New Jersey che ha detto ai bambini che Babbo Natale non esiste è stata licenziata. Meno che mai la baby sitter. Fra le mansioni di una baby sitter non rientra certo quella di spazzare via il magico dalla vita dei bambini. Di sicuro, poi, non spetta ai genitori. E nemmeno ai genitori degli amichetti, che magari hanno adottato una filosofia diversa rispetto alla favola di Babbo Natale.


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I bambini fanno da soli. Di solito verso i 6 anni, come se fosse un rito di iniziazione connesso al fatto di entrare nella scuola primaria, i bambini tornano a casa e dicono che l’amichetto o l’amichetta di turno hanno svelato la verità. C’è da dire che i bambini capiscono “la verità” quando è arrivato il momento, di solito 5/6 anni. Se la notizia arriva troppo presto, i piccoli continuano a credere, nonostante quello che gli è stato detto magari dal fratellino di un amichetto.

Quando e come dire ai bambini che Babbo Natale non esiste?

Quindi non c’è un momento giusto per dire ai bambini che Babbo Natale non esiste. Lo scopriranno da soli. E ve ne accorgerete da una serie di domande del tipo: Ma come fa Babbo Natale a essere in più posti contemporaneamente? Ma come fa Babbo Natale a entrare se non abbiamo  il  camino? Ma come fa a portare i regali tutti in una notte?
Questi sono i segni che il bambino sta iniziando ad abbandonare il pensiero magico, mentre il pensiero razionale comincia a farsi strada. Un po’ la fine dell’innocenza. Per questo a noi mamme e papà dispiace un po’.

Infine, non c’è un “come dire ai bambini che Babbo Natale non esiste”. Semplicemente non fatelo. Limitatevi a rispondere quando saranno i bambini a chiedervi se Babbo Natale esiste davvero.

Babbo Natale esiste davvero? 3 risposte da dare

E cosa rispondere quando tuo figlio è stato appena informato che Babbo Natale non esiste e, soprattutto, quando ti chiede come mai gli “hai detto una bugia”? Magari concorda una versione con il papà, con la tata (soprattutto se non è molto esperta oppure è una baby sitter alle prime esperienze) o con i nonni che fanno da baby sitter.

1 Io e papà abbiamo voluto regalarti un po’ di magia

Dì al tuo  bambino che tu e tutti gli adulti che lo amano avete voluto fargli un regalo ulteriore: l’attesa e la meraviglia. E raccontagli della gioia che aveva quando era piccolo, e come aspettava la comparse dei regali sotto l’albero. E l’emozione che ha provato durante il viaggio di Capodanno in famiglia, al villaggio di Babbo Natale. Ma digli anche di quanto ti piaceva da piccola aspettare il Natale e che hai voluto che anche per lui fosse lo stesso.

2 Be’ le bugie non sono tutte uguali

Cogli l’occasioni per insegnarli che le bugie non sono tutte uguali. Ci sono cose che non corrispondono alla verità ma le facciamo  per non dispiacere l’altro o addirittura per fargli  piacere. Per esempio, quando si organizza una festa a sorpresa non si tiene tutto nascosto al festeggiato dicendogli anche delle piccole bugie per non farlo sospettare di nulla? Un po’ la stessa cosa.

3 Digli che è vero, non esiste un solo Babbo Natale, ma ne esistono tanti

Spiegagli che quella di Babbo Natale era un storia bellissima, un racconto per insegnargli lo spirito di Natale: la capacità di essere buoni e generosi senza chiedere nulla in cambio, che deve durare tutto l’anno! Cogli l’occasione per chiedergli se si sente pronto o pronta a diventare anche lui un Babbo Natale.

In fondo, infatti, Babbo Natale esiste. È  il simbolo delle cose in cui crediamo da piccoli e pure dai grandi, anzi è proprio la capacità di credere. Che mica deve passare solo perché diventiamo grandi! 

Buon Natale!