Scopri la tariffa oraria delle babysitter nella tua zona

Età minima Età massima

Disponibile per

L’allattamento al seno è il modo più naturale di nutrire il tuo bambino. Quello che apporta i maggiori benefici e soddisfa tutti i bisogni del bambino: la fame, la sete, la rassicurazione fisica. Ma anche se allattare al seno è così “naturale”, non è detto che una mamma sappia subito come fare. Qual è la posizione giusta per allattare ? Come si fa a far attaccare bene il bambino? E come prevenire le ragadi? Per quanto tempo allattare? A questa e alle più diffuse domande sull’allattamento al seno trovi risposta nelle righe che seguono.

Questo gesto d’amore e di primo avvicinamento fra mamma è bambino è sano, naturale e  anche pratico, più pratico di qualsiasi biberon. Eppure nel mondo industrializzato ancora oggi 1 bambino su 5 non è allattato al seno. Le mamme un po’ si scoraggiano, pensano di non saperlo fare, non sono sicure di nutrire a sufficienza il bambino, alcune sentono dolore durante l’allattamento. Tanto è vero che se in ospedale allatta il 90% delle mamme italiane, a 4 mesi allatta solo il 33%. (Fonte Società Italiana di Neonatologia).

In ospedale allattano tutte le mamme perché gli ospedali si attivano sempre di più per incoraggiare le mamme ad allattare. Anche grazie a UNICEF e Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) che hanno diffuso presso gli ospedali di tutti il mondo la guida “Ten Steps to Successful Breastfeeding” (Dieci passi per un allattamento efficace).

Tu, se stai per partorire, assicurati intanto che l’ospedale o la clinica che hai scelto assicurino il servizio di rooming-in: cioè il bambino deve stare in stanza con te, non nella nursery. In questo modo lo potrai attaccare da subito al seno. Davvero, come vedremo in seguito, chi prima comincia è a metà dell’opera! In alcune  città italiane, poi, esistono degli Ospedali accreditati dall’Unicef come ospedali “amici dei bambini”: se abiti nei paraggi, ti conviene andare lì!


Stai cercando la baby sitter per un bebè? Trovala su Sitly. È gratis!

Per cominciare subito la ricerca, scarica la App di Sitly sul tuo telefono o sul tuo tablet!


Allattare al seno il tuo bambino non deve farti paura. Questa piccola guida in 10 punti serve proprio a dissipare i tuoi dubbi e le tue incertezze, e permetterti di affrontare con fiducia, tranquillità e gioia questo momento di intimità con il tuo bambino.

E in ogni caso ricorda che la cosa più importante è che tu sia serena e aperta verso questa grande avventura che è la nascita di tuo figlio. Che tu voglia allattare esclusivamente al seno, fare un allattamento misto, allattare solo tre  mesi o tre anni, non allattare affatto… nessuno deve farti un processo e tu non devi sentirti sotto accusa!

1. Benefici e controindicazioni dell’allattamento al seno

Il latte materno è un alimento perfettamente bilanciato in proteine, zuccheri, grassi e minerali. In più è sempre fresco, alla giusta temperatura e pulito, ideale in ogni momento, anche quando ci si trova fuori di casa, o in viaggio con il neonato.

Il latte materno protegge il bambino dalle infezioni delle vie aeree e gastrointestinali perché contiene i fattori anti-infettivi, agenti anti-infiammatori, ormoni (tiroxina, ormone della crescita, cortisolo, insulina) e sostanze che regolano il sistema immunitario.

Oltre alla prevenzione di diabete, obesità e alcuni tumori, il latte materno si è dimostrato correlato alla prevenzione della morte in culla: riduce di un terzo il rischio. Inoltre, è documentata la sua capacità di prevenzione delle allergie.

Ma allattare il seno aiuta anche la mamma, che si riprende meglio da parto e gravidanza: l’utero si restringe prima (grazie all’ossitocina), i chili in più  si smaltiscono più facilmente, minori sono i rischi di tumore a ovaie e utero e di osteoporosi. Inoltre allattare al seno è…. gratuito!

Le controindicazioni sono pochissime: AIDS materno, ovviamente,  uso di alcol, tabacco e droghe, e alcuni medicinali (qui trovi una panoramica completa delle controindicazioni all’allattamento da uso di farmaci).

2. Come allattare al seno: i primi giorni

Il bambino deve essere a contatto con  la mamma il prima possibile, per questo è raccomandato il rooming-in. Il neonato deve infatti attaccarsi subito e spesso, anche quando il latte non c’è ancora: prenderà intanto il colostro, ricco di proteine, vitamina A e immunoglobuline. Se il bambino si attacca e ciuccia, favorisce la cosiddetta “montata lattea”, cioè la produzione del latte da parte della mamma.

Il segreto per un allattamento felice è quello che si definisce un “buon attacco”, con il bambino che ciuccia efficacemente e una mamma che non prova dolore. Guarda questo bel video del Global Health Media: su come si allatta al seno:

3. Allattamento al seno ogni quante ore?

Allattamento a orari, allattamento al seno ogni 4 ore? No, grazie. Secondo la SIN – Società Italiana di Neonatologia è meglio allattare su richiesta. Che significa? Significa che è meglio attaccare il bambino al seno ogni volta ne manifesta la necessità, magari cogliendo i segnali di fame anche prima che il piccolo cominci  a piangere (tra l’altro così il bambino si attacca anche meglio).

La regola delle 4 ore non ha molto senso: lo stomaco del bambino si svuota presto perché il latte della mamma è digeribile, per questo un neonato  può arrivare a poppare anche 10 volte al giorno, e senza seguire le lancette di un orologio.

4. Allattamento al seno: come prevenire le ragadi

Molto spesso, durante l’allattamento la mamma sente un forte dolore ai capezzoli; talvolta perché i capezzoli sono screpolati o feriti. Queste screpolature, più o meno profonde, sono le famose ragadi al seno e sono fra le principali cause di interruzione dell’allattamento. Per prevenire le ragadi bisogna favorire una corretta suzione da parte del neonato. Il bambino, infatti,  deve avere avvicinarsi al seno con la bocca bene aperta, per  prendere non solo il capezzolo ma anche parte dell’areola.

Vuoi sapere cosa fare per prevenire il dolore ai capezzoli? Guarda questo video, sempre dell’Global Health Media.

5. Posizioni per l’allattamento

Cominciamo col dire che la posizione migliore per allattare è quella in cui la mamma sta comoda e ha il bambino a stretto contatto. Una buona idea è avere a portata di mano qualcosa da bere, o della frutta da sgranocchiare. Un ottimo ausilio può essere un cuscino, e un appoggio per le gambe se si sta in poltrona.

Su Pinterest abbiamo trovato questo bel disegno che illustra le più diffuse posizioni per allattare (breastfeeding positions); le traduzioni non servono molto, basta guardare!

Come vedrai, in qualsiasi posizione si trovi, il bambino non ha bisogno di girare la testa per avvicinarsi al capezzolo; infatti la pancia della mamma e quella del bambino sono una di fronte all’altra.

allattamento al seno posizioni

6. Allattamento al seno e aggiunta

Una paura frequente di chi allatta al seno è che il latte “non basti” e che il bambino non cresca “abbastanza”; per questa ragione  molte mamme possono avere la tentazione di dare un’aggiunta di latte artificiale. Se anche tu sei fra queste, ti consigliamo piuttosto di affidarti al pediatra che saprà valutare ed eventualmente rassicurarti per continuare con fiducia ad allattare al seno.

Un’altra ragione per cui una mamma potrebbe avere la tentazione di passare ad un allattamento misto (cioè a base di latte materno e latte artificiale) è la necessità di  tornare al lavoro presto dopo la maternità  e la difficoltà ad organizzarsi nonostante i riposi giornalieri per allattamento.

In questo casi la scelta migliore è ricorrrere al tiralatte e nutrire il bambino con latte materno anche “in assenza”, anche per continuare a stimolare la produzione di latte. In alternativa, potrai valutare con il pediatra la possibilità di passare ad un allattamento misto, e sarà lui a dirti come calcolare l’aggiunta.

Se così non scoraggiarti: anche in caso di allattamento misto il tuo bambino continuerà a godere degli importanti benefici dell’allattamento al seno.

7. Allatta al seno: cosa mangiare

In breve: cerca di mangiare sano, nessuna rinuncia forzata, nessuna dieta sbilanciata (tipo solo verdure o solo proteine per dimagrire) e nessun eccesso. Non c’è alcun bisogno di “mangiare per due”: in realtà è sufficiente mangiare solo 500 calorie in più al giorno per sopperire ai bisogni tuoi e del bambino. Per vedere a cosa corrispondono, puoi consultare questa tabella delle calorie degli alimenti. Per quanto riguarda l’alcol: meglio evitare e soprattutto non credere a chi ti dice che la birra “fa latte”!

8. Coliche del neonato e allattamento al seno 

Le coliche del neonato, o coliche gassose o “colichette” sono un disturbo strano, da non confondere con il semplice pianto. Per identificarle, i pediatri adottano la regola del 3:  se il neonato piange per più di 3 ore, per più di 3 giorni a settimana e per più di 3 mesi, soffre di coliche. Le cause del fenomeno non sono note con certezza. Il legame fra allattamento e coliche non è chiaro. Anche l’idea che i bambini allattati al seno ne soffrano meno non ha trovato evidenze scientifiche. Quindi, inutile domandarsi cosa mangiare in allattamento per evitare le coliche. O cosa non mangiare.

Però, per alleviarle un po’ può servire provare ad attaccare il neonato al seno, ma è un intervento che sta alla pari con tutte le altre pratiche di accoglimento e rassicurazione fisica come massaggiare, fasciare, dondolare dolcemente o sussurrare. Anzi forse in caso di coliche è meglio addirittura provare con il ciuccio!

coliche latte materno

9. Allattamento al seno e ciclo

Posso allattare con le mestruazioni? Certo che sì. L’idea che il latte diventi “cattivo” al ricomparire delle mestruazioni e che non si possa allattare con il ciclo è una bufala. Il latte può diminuire un po’ in quantità, ma lì finisce.

Per quanto riguarda invece il ritorno del ciclo dopo il parto (capoparto), va detto che in generale le mamme che allattano non hanno le mestruazioni (amenorrea lattazionale si chiama, e dipende dal fatto che allattare al seno inibisce l’ormone che prepara il corpo ad una nuova gravidanza), ma possono darsi differenze individuali anche molto marcate.

10. Quando smettere l’allattamento al seno

Allattamento al seno per quanto tempo? Questa è forse la domanda che le mamme più spesso si fanno. Allora, i più importanti  organismi sia nazionali sia internazionali a tutela della salute del bambino (Organizzazione Mondiale della Sanità, American Academy of Pediatrics, Ministero della Salute) sono concordi nel raccomandare la nutrizione esclusiva a base di latte materno fino ai 6 mesi di età.

Dopo quella data, il latte materno dovrebbe coesistere con i cibi solidi almeno fino al compimento del primo anno di età. O fino ai due anni secondo alcuni degli enti citati prima. In ogni caso – e questa è la cosa più importante – fino al momento in cui la mamma e il bambino lo desiderano.

E questa ultima informazione ci (ri)porta al punto. Quando si parta di come nutrire il tuo bambino, informati e scegli. Ma scegli con libertà e senza sentirti mai in colpa. Quello che devi perseguire è, in ogni caso, il benessere del tuo bambino e tuo.

Buon allattamento! E se ti va di approfondire ulteriormente, scarica l’opuscolo del Ministero della Salute sull’allattamento al seno.

Se sei una neomamma o un neopapà, non perderti le altre puntate del nostro speciale sulla cura del neonato: